III – La piramide alimentare

Per vivere è essenziale mangiare. Ribaltando i termini potremmo dire: mangiare l’essenziale. Quanto basta per il nostro stile di vita medio, l’abbondanza frugale. Che richiama esattamente la dieta mediterranea, una dieta che si trova sulla bocca di tutti, ma sfortunatamente dentro la bocca di pochi.
La dieta mediterranea è a tutti gli effetti una “dieta media”. È riconosciuta infatti come dieta equilibrata dal punto di vista nutrizionale e sostenibile dal punto di vista ambientale. Ciò che fa bene alla salute umana, fa bene anche alla salute del mondo.
Di solito la dieta mediterranea si rappresenta con un piramide. Alla base ci sono gli alimenti che dobbiamo mangiare con maggiore frequenza: cereali integrali, verdura, frutta fresca e secca. Salendo, verso la cima, ci sono altri cibi che devono essere assunti con minore frequenza: il latte e i suoi derivati, la carne di vario colore (meglio il bianco del rosso). I dolci sono in cima. Acqua a volontà, vino, soprattutto rosso, in quantità moderata. Sempre olio extravergine di oliva, poco sale, abbondanza di spezie.
La dieta mediterranea è capace di allungare la qualità della vita. Non solo l’età, ma proprio lo stare in salute più a lungo.
Essa inoltre è universale nel senso che ogni cultura e coltura nel mondo, paese, identità può trovare le giuste proporzioni salendo e scendendo i gradini della piramide. L’universalità della piramide la rende una rappresentazione ideale che esalta l’assoluto particolare di ogni località e identità.
Gli alimenti (locali) devono essere assunti in proporzioni diverse in funzione dell’età, del genere e dell’attività del consumatore.
Alla base della piramide universale dell’alimentazione locale e personale/individuale ci sono le fondamenta, dei pilastri che regolano e sostengono il nostro comportamento alimentare.
Anche questi li potete considerare generali ma da declinare personalmente, eccone alcuni:

  • preservare la biodiversità vegetale e animale;
  • promuovere l’educazione alimentare nelle scuole e in famiglia;
  • favorire il consumo di produzioni locali e di qualità;
  • rispettare la stagionalità di frutta e verdura;
  • ricordare e recuperare le tradizioni alimentari;
  • contrastare lo spreco alimentare;
    stimolare la convivialità;
  • imparare a preparare e combinare gli alimenti;
  • cucinare assieme e limitare le porzioni (frugalità).

 

Autore dell'articolo: Redazione

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